Leggere un pedigree di Staffordshire Bull Terrier significa usare due strumenti diversi. Il certificato ENCI è il documento ufficiale: certifica genitori, nonni e bisnonni, riporta i titoli registrati e gli esami depositati, ma non mostra né i test genetici né una sola fotografia dei cani. SBTPedigree, l'archivio internazionale della razza, aggiunge quello che manca: le foto degli antenati generazione per generazione, i test genetici caricati, i titoli esteri e soprattutto la discendenza, cioè cosa ha prodotto quel cane. La sua funzione di prova di accoppiamento calcola il coefficiente di consanguineità teorico di una cucciolata e mostra su quali antenati si concentra: lo stesso cane può avere un coefficiente del 9 per cento su otto generazioni e del 21 sul pedigree completo. Guida a cura dell'allevamento Del Piccolo Diavolo, che alleva Staffordshire Bull Terrier a Ostellato (FE) dal 2013.
«Ha il pedigree» è la frase che chiude ogni discussione, e non vuol dire quasi niente. Il pedigree dice da chi discende un cane, non quanto vale. E soprattutto: esistono due documenti diversi, con due scopi diversi, e chi non alleva di solito ne conosce solo uno.
Il certificato ENCI: l'atto ufficiale
Il certificato genealogico che l'ENCI rilascia per uno Staffordshire Bull Terrier è il documento ufficiale. Certifica chi sono i genitori, i nonni e i bisnonni di quel cane, e riporta i titoli registrati: Campione Italiano, campionati esteri riconosciuti, e gli eventuali esami ufficiali depositati.
È l'unico documento che ha valore legale, ed è quello senza il quale un cane non è iscritto al libro genealogico.
Sul sito ENCI, oltre alla genealogia, trovi anche i risultati in esposizione e i titoli conquistati. È già qualcosa. Ma c'è un limite che nessuno ti dice, ed è il più grosso di tutti:
i cani non li vedi mai. Nemmeno una fotografia, in nessuna generazione.
Sul certificato ENCI leggi una sequenza di nomi con accanto dei titoli, e devi immaginarti dei cani che non hai mai visto. Di un antenato non sai che testa avesse, come fosse costruito, se fosse un soggetto compatto o slanciato: del fenotipo, cioè di come quel cane era fatto davvero, il certificato non dice niente.
E siccome selezionare significa anche correggere una struttura o fissare un tipo, lavorare sui soli nomi vuol dire lavorare mezzi ciechi.
Non contiene nemmeno:
- i test genetici: L2-HGA, HC e DM-SOD1 non compaiono
- cosa hanno prodotto quei soggetti nelle loro cucciolate
Con il certificato ENCI in mano sai che il cane è chi dice di essere. Non sai com'è fatto, e non sai cosa lascia.
SBTPedigree: dove si guarda davvero
SBTPedigree è un archivio internazionale dedicato allo Staffordshire Bull Terrier, alimentato da allevatori e proprietari di mezzo mondo. Non è un documento ufficiale, ed è proprio questo che lo rende utile: contiene le cose che il certificato non può contenere.
Le fotografie degli antenati, generazione dopo generazione, fin dove arriva l'archivio. È la differenza fra leggere un nome e vedere il cane: capisci che testa aveva, che struttura, come era costruito.
Sulla scheda SBTPedigree di Queen of California, nata da noi, non leggi soltanto che il padre è Elitebull Prospect: lo vedi, e vedi anche suo padre, e il padre di suo padre. Quattro generazioni di fotografie, una accanto all'altra. Quello che il certificato ENCI non potrà mai darti.
I test genetici, quando chi ha inserito il soggetto li ha caricati.
I titoli, anche quelli esteri che sul certificato italiano non compaiono.
La discendenza, che SBTPedigree mostra e il certificato ENCI no: cosa ha prodotto quel cane, in quali accoppiamenti, con quali risultati. È l'informazione che pesa di più e che nessun certificato ti dà: un soggetto si giudica anche da quello che lascia.
La prova di accoppiamento
C'è poi la funzione che uso di più, e che quasi nessuno fuori dall'ambiente conosce: il test mating.
Scegli un maschio e una femmina, e il sistema costruisce il pedigree teorico dei cuccioli che nascerebbero da quell'unione. Da lì vedi due cose.
Su chi vai in consanguineità. La prova di accoppiamento mostra quali antenati compaiono da entrambe le parti, e in che generazione. Non è di per sé un difetto: raddoppiare su un soggetto eccellente è una tecnica di selezione. Diventa un problema quando non sai di averlo fatto.
Con che percentuale. Il coefficiente ti dice quanto stretto è quell'accoppiamento, ed è un numero da guardare prima, non dopo.
Sul valore ideale non c'è un dogma, ed è opinabile: io mi muovo fra il 6 e il 9 per cento. Sotto si perde la possibilità di fissare qualcosa, sopra si stringe troppo.
E non è teoria: Queen of California, Giovane Campionessa Italiana 2026, è nata così. Ho studiato quell'accoppiamento cercando esattamente quella consanguineità, su quei soggetti, perché mi serviva per il lavoro successivo sulle linee Elitebull. Non è un cane capitato: è un cane voluto in quel modo.
I numeri sono pubblici, sulla sua pagina su SBTPedigree:
- COI 9,14% su otto generazioni: al limite alto della forbice che mi do, e voluto così
- COI 21,526% sul pedigree completo, che il sito calcola su settanta generazioni
- Parentela media 13,84%, e la classificazione che il sito assegna da solo: widespread, line-bred
- Gli antenati su cui si concentra: Eastaff Tally's Man (14 volte in otto generazioni), Judael Both Barrels At Nozac e Wyrefare Prince Naseem (10 volte ciascuno)
Due coefficienti di consanguineità diversi per lo stesso cane, e nessuno dei due è sbagliato. Il coefficiente dipende da quante generazioni conti: più indietro vai, più antenati comuni trovi, più il numero sale. Chi cita un COI senza dire su quante generazioni l'ha calcolato sta dicendo mezza cosa, ed è un modo elegante per farlo sembrare più basso di quello che è.
Degli antenati raddoppiati, il terzo punto è quello che conta davvero. Non basta sapere quanto si stringe: bisogna sapere su chi. Raddoppiare quattordici volte su un soggetto significa scommettere che quel cane valga la pena di essere fissato. E se ci si sbaglia, si fissano anche i suoi difetti.
È il motivo per cui un accoppiamento si studia per mesi. Non si sceglie un maschio perché è bello o perché ha vinto: si guarda cosa succede quando quelle due genealogie si incontrano.
Come usarlo per controllare un allevatore
Ed è qui che la cosa diventa utile a chi sta cercando un cucciolo, non solo a chi alleva.
Cerca i genitori su SBTPedigree. Se un allevamento ti dice di lavorare su certe linee, quelle linee o ci sono o non ci sono. Il nome del cane basta a trovarlo.
Guarda cosa hanno prodotto. Se una femmina ha già figliato, i cuccioli precedenti sono lì. Vedi come sono venuti.
Confronta con quello che ti hanno detto. Se le due cose non tornano, hai la risposta senza dover discutere.
E un dettaglio che vale la pena conoscere per valutare un allevamento: sul sito ENCI, con il numero di microchip, si consulta anche il numero di cucciolate di una femmina. Serve a verificare il ritmo di un allevamento senza chiederlo a nessuno.
I nostri
I cani di Del Piccolo Diavolo sono registrati su SBTPedigree, e da ogni scheda del sito c'è il link diretto alla loro pagina. Nelle schede trovi anche il numero di microchip e il numero di libro genealogico, che sono le due chiavi per fare le verifiche di cui sopra.
Non è generosità: è che un allevamento che pubblica quei dati si può controllare, e uno che non li pubblica no.
Le nostre femmine, con microchip e pedigree
Otto schede: da lì arrivi alle genealogie su SBTPedigree e verifichi da solo.