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Famiglia e convivenza

Staffy e anziani

Convivenza realistica: routine, aiuti e limiti da conoscere

📅 28 maggio 2024 ⏱️ 10 min lettura
Prima di scegliere Routine sicure Passeggiate Aiuto dei familiari Costi Benefici Piano per le emergenze Adulto o cucciolo
In breve
  • Lo Staffy può essere un buon compagno per una persona anziana, a condizioni precise.
  • Quasi sempre la scelta giusta non è un cucciolo ma un adulto fra i 3 e i 5 anni.
  • Lo sconsigliamo con mobilità molto ridotta, senza familiari che possano subentrare o con problemi cognitivi.
In questa pagina
  1. Un punto di partenza onesto
  2. Cosa rende la razza adatta
  3. Il punto da dire chiaramente
  4. Accorgimenti pratici che conviene prendere
  5. La domanda che nessuno vuole fare
  6. A chi questa razza non è adatta
  7. Una giornata realistica
  8. L'attrezzatura per passeggiate sicure
  9. Un piano per le emergenze
  10. Domande frequenti

Lo Staffordshire Bull Terrier può essere un buon compagno per una persona anziana, a condizioni precise. Pesa 11-17 kg e vive 12-14 anni, ma da giovane ha molta energia e una forza che può far perdere l'equilibrio a chi tiene il guinzaglio. Per questo la scelta giusta quasi sempre non è un cucciolo, che fra gli 8 e i 18 mesi richiede supervisione continua ed educazione quotidiana, ma un adulto fra i tre e i cinque anni, con il carattere già formato e un'energia che si accontenta di due o tre uscite al giorno. Lo sconsigliamo a chi ha una mobilità molto ridotta, a chi vive senza familiari che possano subentrare quando serve e a chi ha problemi cognitivi. Conta anche il costo: cibo, veterinario ed eventuale pensione durano per tutta la vita del cane. Guida a cura dell'allevamento Del Piccolo Diavolo, che alleva Staffordshire Bull Terrier a Ostellato (FE) dal 2013.

Un punto di partenza onesto

Alla domanda se uno Staffordshire Bull Terrier sia adatto a una persona anziana non c'è una risposta unica, e chi ne dà una non sta facendo attenzione. Dipende molto più dalla persona e dal cane in questione che dalla razza, e la versione onesta del consiglio contiene tante cautele quante raccomandazioni.

Quello che si può dire con sicurezza è che la razza ha vantaggi veri per una casa con persone anziane, e una caratteristica precisa che va affrontata apertamente, invece di scoprirla su un marciapiede bagnato.

Cosa rende la razza adatta

Prima di tutto taglia e mantello. Un cane fra gli undici e i diciassette chili si riesce a sollevare in auto, a portare in braccio sulle scale in un'emergenza e a tenere in un appartamento. Il pelo raso chiede un guanto di gomma una volta alla settimana e nient'altro: niente toelettatore, niente nodi, niente viaggi in auto per la toelettatura.

Il bisogno di movimento è moderato e, cosa decisiva, flessibile. Due o tre uscite al giorno, di una durata che dipende dal cane, si adattano a una giornata costruita su una passeggiata al mattino e una al pomeriggio molto meglio di una razza che ha bisogno di correre. Nei giorni no, un po' di lavoro mentale in casa sostituisce la passeggiata senza che il cane diventi distruttivo.

Poi c'è il carattere, che è il vero argomento. Questa razza si lega intensamente alle sue persone e vuole stare a contatto fisico con loro. Per chi vive da solo, un cane che ti segue da una stanza all'altra e si appoggia alla tua gamba non è un dettaglio: è il motivo stesso. La routine di dare da mangiare, uscire e prendersi cura di un animale aiuta l'umore, per dare struttura alla giornata e per i contatti con gli altri, e un cane che ti accoglie con entusiasmo due volte al giorno è un motivo per alzarsi.

Il punto da dire chiaramente

Uno Staffordshire Bull Terrier è straordinariamente forte per la sua taglia. Un cane che scatta verso un gatto, o che semplicemente tira forte verso un altro cane, può far perdere l'equilibrio a una persona poco stabile. In una persona anziana una caduta non è un livido: può essere una frattura del femore e un ricovero.

È un rischio che si gestisce, e gli strumenti sono precisi. Una pettorina a Y ben regolata, con l'aggancio sul petto, trasforma un cane che tira. Un guinzaglio corto, di un metro e mezzo, tenuto con il polso dentro l'asola e non con le dita, dà il controllo. Il guinzaglio allungabile non va mai usato da chi ha problemi di equilibrio, con nessuna razza. E la passeggiata al guinzaglio lento va insegnata davvero, meglio con due o tre lezioni con un educatore, non sperata.

L'altra metà della risposta è scegliere il cane giusto. Un adulto tranquillo di tre o quattro anni, di carattere conosciuto, da un allevatore o da un'associazione di razza, per la maggior parte delle persone anziane è una proposta molto migliore di un cucciolo. Il primo anno di uno Staffordshire Bull Terrier è fisicamente impegnativo, e l'adolescenza fra gli 8 e i 18 mesi mette alla prova chiunque.

Accorgimenti pratici che conviene prendere

Bisogna organizzarsi per i giorni in cui non si può uscire. Un vicino, un familiare o un dog sitter pagato, trovati prima, fanno sì che un periodo di malattia non diventi una crisi per il cane. Tappeti antiscivolo nei punti in cui il cane gira e scatta, soprattutto sulle piastrelle, proteggono tutti e due.

Distributori automatici di cibo e fontanelle per l'acqua riducono le volte in cui ci si deve chinare o portare pesi. Una rampa per l'auto risparmia la schiena a voi e, più avanti, le articolazioni al cane. E tenere il cane esattamente nel suo peso è la cosa più efficace per mantenerlo facile da gestire: due chili in più su uno Staffy sono una tirata sensibilmente più forte.

La domanda che nessuno vuole fare

Un cucciolo è un impegno di 12-14 anni. Quel conto merita di essere fatto con onestà, e farlo non è macabro: è responsabile.

Se i numeri mettono a disagio, la risposta non è per forza no. È un cane adulto di 5 o 6 anni invece di un cucciolo, e un accordo scritto con un familiare o con l'allevatore su cosa succede se non si può più tenere il cane. Nei nostri contratti di affido c'è esattamente questa clausola, e la intendiamo sul serio: un cane nato da noi può sempre tornare da noi, e non finisce in un canile. Saperlo prima toglie l'ansia dalla decisione.

A chi questa razza non è adatta

Una persona anziana con problemi di equilibrio importanti, osteoporosi o poca forza nella presa dovrebbe pensare a una razza più piccola e meno potente, per quanto le piacciano gli Staffordshire Bull Terrier. Lo stesso vale per chi non può garantire due uscite al giorno con qualsiasi tempo, o per chi vive da solo senza nessuno su cui contare.

Lo diciamo a ogni famiglia che ce lo chiede, anche quando non è quello che sperava di sentire: un cane restituito a 18 mesi perché il proprietario non riusciva a tenerlo è un fallimento per tutti, ed era prevedibile già dalla prima telefonata.

Una giornata realistica

Una giornata che funziona per molte persone anziane è fatta così: appena svegli un'uscita breve per i bisogni, la colazione, poi la passeggiata principale al mattino; riposo in casa fino a pranzo, con il cane che rosicchia un Kong ripieno mentre voi mangiate; un riposo nel pomeriggio, un'uscita breve e qualche gioco tranquillo di olfatto o di ricerca insieme; una passeggiata serale, il divano, e un'ultima uscita veloce prima di dormire. Quanto durano le passeggiate lo decidono il cane, la sua età e il caldo, non l'orologio.

L'attrezzatura per passeggiate sicure

Una pettorina anti-tiro con l'aggancio davanti riduce la forza di uno scatto improvviso; un guinzaglio con un tratto ammortizzato attenua gli strattoni; un guinzaglio mani libere portato in vita lascia entrambe le mani libere per il bastone o il corrimano. Per le uscite al buio, una torcia frontale e un gilet riflettente. Niente di tutto questo costa molto, e insieme fa la differenza fra una passeggiata che è un piacere e una che è un rischio.

Cosa serve e quanto costa:

AttrezzaturaPerché serveCosto
Pettorina anti-tiroRiduce la forza della tirata25-50 euro
Guinzaglio ammortizzatoAssorbe gli strattoni improvvisi15-30 euro
Guinzaglio mani libereIl peso va sul bacino, le mani restano libere per il bastone20-35 euro
Torcia frontaleSicurezza nelle uscite al buio15-25 euro
Gilet riflettenteVisibilità la sera10-20 euro

Un piano per le emergenze

Va deciso prima chi ha le chiavi e può raggiungere il cane in poche ore se state male, dove andrà il cane (un parente, un dog sitter di fiducia o una pensione già provata) e chi vi darà notizie. Conviene tenere pronta una borsa d'emergenza: una settimana del suo cibo abituale, gli eventuali farmaci con le dosi scritte, il libretto sanitario e il numero di microchip, un guinzaglio e una pettorina di scorta, una coperta che conosce, i contatti del veterinario e del dog sitter, e un foglio con le abitudini e la routine del cane. Dopo un ricovero, prendetevi uno o due giorni di riposo prima di riprendere il cane con voi.

Domande frequenti

Sono troppo vecchio per adottare uno Staffy?

L'età anagrafica conta meno di due cose concrete: la forza fisica e il piano B. Uno Staffordshire Bull Terrier adulto pesa fra gli 11 e i 17 chili e tira con decisione se qualcosa lo attira: la domanda vera non è quanti anni hai, ma se riesci a trattenerlo in strada quando parte. La seconda domanda è più scomoda e va fatta lo stesso: chi si occupa del cane se tu non puoi più? Un cane vive dodici-quattordici anni, e va individuata una persona che se ne farebbe carico, meglio se lo conosce già. Risolti questi due punti, la razza è adatta: attaccata alle persone, di pelo corto che non richiede toelettatura, con bisogni di esercizio regolari ma non estremi.

Meglio cucciolo o adulto per anziano?

Quasi sempre un adulto, e non è un ripiego. Un cucciolo significa notti interrotte, bisogni ogni due ore, mordicchiamento, e otto mesi di imprevedibilità su un carattere ancora in formazione. Un adulto fra i tre e i cinque anni ha un temperamento già espresso: si sa se convive con i gatti, come sta in casa da solo, quanto tira al guinzaglio. Non è una scommessa. In più, il ritmo di un cane adulto assomiglia molto di più a quello di una persona anziana. L'obiezione più comune è il legame, che però non dipende dall'età a cui arriva: gli Staffy si affezionano profondamente anche da adulti. Per chi si rivolge all'allevamento Del Piccolo Diavolo, un cane che abbiamo allevato e che torna disponibile è spesso la soluzione migliore.

Quanto costa davvero mantenere uno Staffy?

Le spese ordinarie sono il cibo, i richiami vaccinali, gli antiparassitari mensili e gli accessori. Il cibo è la voce più grande, e una cifra unica non si può dare: fra le tante crocchette in commercio, l'alimentazione cruda (BARF) e la cucina casalinga i costi cambiano moltissimo. La toelettatura invece non serve, e su un pensionato è una voce che pesa: in altre razze è una spesa che torna tutto l'anno. Fuori conto vanno due cose. L'assicurazione di responsabilità civile, poche decine di euro, che conviene comunque. E le spese impreviste, che su dodici anni arrivano sempre: un accertamento, un intervento, una terapia lunga. Mille-duemila euro accantonati, o una polizza sanitaria, evitano di doversi trovare a scegliere fra il portafoglio e il cane. Per chi ha un reddito fisso e limitato, questa è la parte del conto da fare prima, non dopo.

Posso gestire uno Staffy completamente da solo?

Sì, se sei autonomo negli spostamenti e hai qualcuno a cui chiedere aiuto per i periodi difficili. La gestione quotidiana è semplice: due uscite, una ciotola, pelo che non richiede niente. Le situazioni che mettono in crisi chi vive solo sono altre: l'influenza che ti tiene a letto tre giorni, un braccio ingessato, un ricovero improvviso. È lì che serve una rete anche minima: un vicino, un familiare, un dog sitter di fiducia con cui il cane abbia già confidenza. Conviene costruirla prima che serva, non durante l'emergenza. Un'altra cosa che aiuta molto è insegnare al cane a camminare senza tirare: qualche lezione con un educatore risolve il problema che più spesso rende faticosa la passeggiata.

Cosa succede al cane se vengo ricoverato?

È la domanda più importante e quella che quasi nessuno fa in tempo. La risposta pratica sono tre livelli, da predisporre prima: una persona di riferimento che ha le chiavi e sa dove sono cibo e libretto sanitario, una seconda persona come riserva, e una pensione o un dog sitter già provati, non cercati di corsa. Conviene tenere in vista un foglio con nome del cane, microchip, veterinario, terapie in corso e contatti. Sul piano più lungo vale la pena scriverlo nero su bianco a chi affidare il cane in via definitiva, perché senza indicazioni la questione ricade su parenti che potrebbero non poterlo tenere. I cani nati all'allevamento Del Piccolo Diavolo possono sempre tornare da noi, in qualsiasi momento.

È necessario avere un giardino?

No, e per questa razza il giardino è spesso sopravvalutato. Lo Staffordshire Bull Terrier è un cane profondamente orientato alle persone: lasciato in giardino da solo si annoia, scava, abbaia o aspetta la porta. In appartamento sta dove stai tu, che è quello che gli interessa. Il giardino è comodo per i bisogni veloci, ma non sostituisce le passeggiate: un cane che esce solo in giardino non vede gente, altri cani, rumori nuovi, e si disabitua. Il fabbisogno resta quello, due uscite al giorno. Se il giardino c'è, va recintato seriamente: è un cane muscoloso e curioso, e una rete bassa o un cancello che si apre spingendo non sono una barriera.

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